lunedì, luglio 16, 2012

Japan 2012 Day 2 March 26 - Ikebukuro, Asakusa and Sky Tree

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La torre di Tokyo, nel 2008
Mi sveglio alle 7 in punto, maledette abitudini lavorative, e decido che posso permettermi un'altra oretta, con il risultato che mi risveglio alle 11. Mi lavo e mi vesto in fretta ed esco, devo andare dal Bic Camera all'uscita della stazione di Ikebukuro a comprare una borsa e un treppiede per la mia Nikon D5100 nuova di zecca. Questo tipo di supermarket dell'elettronica sono pericolosi, hanno di tutto e tu vorresti comprarti l'intero negozio. Riesco, per fortuna, a limitarmi a cio' che mi serve ed decido di passare in un combini (piccoli supermercati aperti 24 ore che vendono di tutto, dal sushi agli accessori per il cellulare) a comprare un paio di sandoicchi (sandwich) per pranzo
Dopo mangiato ho appuntamento con Tomoe, un'amica giapponese conosciuta qui tre anni fa, che parla un perfetto italiano. Lei lavora in un hotel di Ikebukuro e quindi, prima che inizi il turno, trova un po' di tempo per me. Sono contentissimo di vederla, Tomoe sprizza energia da tutti i pori, mi porta a vedere il bellissimo Sunshine Aquarium ad Ikebukuro e poi in un Mister Donuts per caffe' e dolcetti e nel frattempo parliamo di un po' di tutto, del Giappone, dell'Italia e perfino dell'America (lei ci ha vissuto per un po' pur essendo giapponese al 100%). Ci scambiamo opinioni sui punti in comune e le differenze tra le varie culture fino a che non e' ora, per lei, di entrare al lavoro. La accompagno al suo hotel e poi vado in stazione ad Ikebukuro.
Hanami sulle rive del Sumida, nel 2010.
Sullo sfondo, lo Sky Tree ancora in costruzione
Tokyo Sky Tree
Giulia mi aspetta al binario della Yamanote che prendiamo insieme per andare a vedere il nuovo orgoglio dei Tokyoti, lo Sky Tree. Per arrivarci, passiamo per Asakusa, un quartiere che mi e' rimasto nel cuore: passeggiamo per Kappabashi (una via interamente dedicata alle attrezzature per cucine e ristoranti), passiamo per l'Azumabashi, reso celebre dal film "L'estate di Kikujiro" e passeggiamo sulla riva opposta del Sumida, dove i ciliegi non sono ancora sbocciati. Lungo il cammino, incontriamo un Lawson (una catena di combini): qui e' possibile prenotare i biglietti per il museo Ghibli di Mitaka e quindi, con l'aiuto di Giulia e della commessa e con qualche risata al momento di scrivere il mio nome in katakana (alfabeto sillabico giapponese per parole e nomi stranieri), riesco a prenotare per il 5 Aprile.
Lo Sky Tree, finito ma non ancora inaugurato, mi fa lo stesso effetto che, nel 2008, mi fece la torre di Tokyo: non trovo particolari motivi di interesse in una torre per telecomunicazioni per quanto alta fino a che non me la trovo davanti da vicino; con il naso all'insu', dalla base non se ne vede la cima, ed e' davvero spettacolare con l'illuminazione che di tanto in tanto cambia colore nel buio. Di ritorno ci fermiamo per cena in un Danny's, mia vecchia conoscenza fin dal 2008, dove mi gusto una ottima Danish omelette mentre continuiamo a chiacchierare fino a che non e' ora di tornare a casa.


Tokyo tower, in 2008
I wake up at 7 'o clock, damn work habits, and decide I deserve another hour of sleep resulting in me waking up again at 11. I get ready and rush out, I need to go to the Bic Camera store just outside the Ikebukuro station to buy a bag and a tripod for my brand new Nikon D5100. These kinds of electronics supermarkets are dangerous, they have everything and you would want to buy the entire place. I manage to stick to what I need and decide to stop at a combini (little convenience stores open 24h a day that sell almost everything, from sushi to cell phone accessories) to buy some sandoicchi (sandwich) for lunch.
After eating I'm meeting Tomoe, a japanese friend I met here three years ago that speaks italian fluently. She works at a hotel in Ikebukuro so, before her shift, she finds some time to see me. I'm very happy to see her, Tomoe is very lively, she takes me to see the wonderful Sunshine Aquarium in Ikebukuro and then we stop at Mister Donuts for coffee and muffins and, in the meantime, we talk about everything, Japan, Italy, even America (she lived there for a while even if she's 100% japanese). We share opinions about shared traits and differences between cultures until it's time, for her, to clock in. I walk her to her hotel and go back to the station in Ikebukuro.
Hanami on Sumida river banks, in 2010.
Sky Tree under construction in the background
Tokyo Sky Tree
Giulia is waiting for me on the platform of the Yamanote line we both take to go see the new Tokyo glory, the Sky Tree. To reach it we go through Asakusa, a district I hold in my heart: we walk through Kappabashi (a street entirely devoted to kitchenware), we cross the Azumabashi, made famous by the movie "Kikujiro" and walk on the opposite side of the river Sumida, where cherry trees still aren't in blossom. Along the way we stumble across a Lawson (a combini chain): here it's possible to book tickets for the Ghibli museum in Mitaka and so, with help from Giulia and the clerk and with a good deal of laughters upon writing my name in katakana (japanese syllabary for foreign words and names), I manage to book for the 5th of April.
The Sky Tree, completed but not open yet, gives me the same feeling I had, in 2008, visiting the Tokyo Tower: I don't find a telecom tower particularly interesting until I see it up close; nose up, from the base I don't see the top, and it's really spectacular with lights changing from time to time in the dark.  Going back, we stop at Danny's, an old pal since 2008, where I enjoy a really good Danish omelette while we keep chatting until it's time to go home.

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